FIT CISL IMOLA

TRASPORTI E FACCHINAGGIO

lunedì 19 ottobre 2009

Accoglienza Integrazione Sicurezza









giovedì 15 ottobre 2009

MASTER UNIVERSITARIO DI 2° LIVELLO

Ferrovie dello Stato insieme all'Universita' degli Studi La Sapienza, Ansaldobreda e Roma Metropolitane, investe sui giovani ingegneri con borse di studio per una formazione professionale di alto livello.


Il Master prevede:
Formazione multidisciplinare:
specialistica nelle diverse aree tecniche (programmazione, progettazione,esercizio, commercializzazione)
trasversale sui temi ingegneristici, giuridici ed economici.

Impegno full time per 7 mesi (gennaio-luglio 2010) tra lezioni in aula, visite a cantieri ed impianti, esperienza sul campo e confronto con i Manager delle Aziende partner.

35 borse di studio saranno assegnate sulla base delle conoscenze e delle capacita' distintive dei partecipanti alla selezione.

Il master e' dedicato a giovani ingegneri in possesso della laurea di II livello in Ingegneria, con titolo preferenziale per le competenze in ingegneria civile, elettrica, meccanica e trasporti.

Per le modalita' di partecipazione consulta il bando su www.ferroviedellostato.it sezione "Lavora con noi"

fonte:  CISL Giovani Benevento

lunedì 12 ottobre 2009

Crisi: esenzione ticket per i lavoratori


Scarica il modulo di autocertificazione -
 Testo della delibera -
 Visti:
− il DPCM 29 novembre 2001 recante “Definizione dei livelli
essenziali di assistenza”, che:
o all’allegato 1, punto 1.A “Classificazione dei livelli”,
prevede tra i livelli essenziali di assistenza,
nell’ambito dell’assistenza distrettuale, l’attività
sanitaria e socio-sanitaria rivolta alle donne, alle
coppie e alle famiglie a tutela della maternità (n. 2,
lettera G, seconda linea);
o allo stesso allegato 1, punto 1.C “Area integrazione
socio-sanitaria”, nell’ambito del medesimo livello di
assistenza sopra richiamato, prevede le prestazioni
medico-specialistiche, terapeutiche, psicologiche, di
indagine diagnostica alle donne, ai minori, alla coppia
e alle famiglie (ivi comprese le famiglie adottive ed
affidatarie) riferite alle prestazioni – funzioni di
“Protezione del minore in stato di abbandono e tutela
della sua crescita anche attraverso affidi e adozioni”
di cui alla tabella allegata al DPCM 14 febbraio 2001
“Atto di indirizzo e coordinamento in materia di
prestazioni socio-sanitarie”;
− la L.R. 28 luglio 2008, n.14 “Norme in materia di politiche
per le giovani generazioni;
- il Piano Sociale e Sanitario Regionale 2008-2010 approvato con
deliberazione dell’Assemblea Legislativa n. 175 del 22 maggio
2008, in particolare la parte terza, capitolo 2.2. “potenziare
e qualificare il sistema di accoglienza”;
− la DGR n.846/2007 “Direttiva in materia di affidamento
familiare e accoglienza in comunità di bambini e ragazzi (Legge
4 maggio 1983,n.184 e s.m. e artt. 5 e 35 L.R. 12 marzo 2003,
n.2 e s.m.)
− la deliberazione di Consiglio regionale n. 331 del 12/2/2002
“Approvazione del progetto regionale adozione”;
− la DGR n. 1425 del 19 luglio 2004 “Protocollo regionale di
intesa in materia di adozione tra Regione Emilia-Romagna,
Province, Enti titolari delle funzioni in materi ad infanzia e
adolescenza, Enti autorizzati di cui all’art. 39, comma 2,
lettera c) della Legge 476/98”, in particolare al paragrafo
“Attuazione del sistema integrato dei Servizi per l’adozione”
dove si legge che nell’ambito del coordinamento dei servizi
socio-sanitari rivolti alla integrazione delle prestazioni
necessarie allo svolgimento dell’intero iter adottivo,
“particolare riguardo dovrà essere rivolto ad assicurare le
prestazioni diagnostiche terapeutiche e/o riabilitative, se
necessarie al momento dell’arrivo dei bambini in Italia (postadozione);
Considerato che:
• il nostro Paese e, con esso, l’Emilia-Romagna, si trova a
fronteggiare una fase di criticità legata alla situazione
economica contingente e che tale processo si è affermato in
modo accelerato ed in un arco di tempo piuttosto breve;
• nel richiamare le criticità presenti anche nella vita della
comunità regionale, emergono ragioni di carattere socioeconomico
che, in quanto determinanti di fragilità sociale,
costituiscono ostacoli per accedere alle opportunità
esistenti sul territorio regionale del sistema di cure;
Atteso che:
• in tale contesto, si rende necessario definire per i
residenti in Emilia-Romagna, misure straordinarie per
sostenere le famiglie e le fasce sociali più deboli;
• seguendo tale logica e al fine di costruire le sopracitate
misure, sono stati svolti approfonditi momenti di confronto
con i rappresentanti delle parti sociali, al fine di
condividere le iniziative che si intendono intraprendere
all’interno del piano regionale, che hanno esitato in una
intesa sottoscritta dagli Assessori Giovanni Bissoni e
Annamaria Dapporto il 15 giugno 2009;
Ritenuto pertanto, in attuazione di quanto previsto a quanto
sopra evidenziato, che si debba provvedere, al fine di sostenere
le famiglie e le fasce sociali più deboli e quindi più esposte
agli effetti della crisi nella fruizione delle prestazioni
sanitarie, alla approvazione degli allegati:
- A “Interventi in materia di esenzione dalla partecipazione
alla spesa per le prestazioni specialistiche ambulatoriali
dei minori accolti a scopo adottivo e in affidamento
familiare anche a parenti o accolti in comunità
residenziali”;
- B “Interventi in materia di sostegno dei lavoratori colpiti
dalla crisi e di altre fasce deboli per l’accesso alle
prestazioni sanitarie”;
Visto il parere favorevole espresso dalla Commissione
Assembleare Politiche per la salute e Politiche sociali nella
seduta pomeridiana del 15 luglio 2009;
Dato atto del parere allegato;
Su proposta dell'Assessore alle Politiche per la Salute
Giovanni Bissoni e dell’Assessore alla promozione delle politiche
sociali ed di quelle educative per l’infanzia e l’adolescenza.
Politiche per l’immigrazione. Sviluppo del volontariato,
dell’associazionismo e del terzo settore, Anna Maria Dapporto;
A voti unanimi e palesi
D E L I B E R A
per le motivazioni espresse in premessa, che qui si intendono
integralmente riportate:
1. di approvare quali parti integranti e sostanziali della
presente deliberazione gli allegati:
A - “Interventi in materia di esenzione dalla partecipazione
alla spesa per le prestazioni specialistiche ambulatoriali dei
minori accolti a scopo adottivo e in affidamento familiare
anche a parenti o accolti in comunità residenziali”;
B - “Interventi in materia di sostegno dei lavoratori colpiti
dalla crisi e di altre fasce deboli per l’accesso alle
prestazioni sanitarie”;
2. di stabilire che gli oneri derivanti dall’applicazione delle
azioni previste dall’allegato A - “Interventi in materia di
esenzione dalla partecipazione alla spesa per le prestazioni
specialistiche ambulatoriali dei minori accolti a scopo
adottivo e in affidamento familiare anche a parenti o accolti
in comunità residenziali”, sono a carico dei bilanci delle
Aziende sanitarie regionali e trovano copertura finanziaria nei
capitoli di spesa del bilancio regionale relativi al riparto
annuale del fondo sanitario regionale ed al riparto delle
risorse integrative regionali annualmente destinate a garantire
l'equilibrio economico-finanziario del Servizio sanitario
regionale;
3. di quantificare l’onere a carico del SSR, relativamente alle
azioni previste dall’allegato B - “Interventi in materia di
sostegno dei lavoratori colpiti dalla crisi e di altre fasce
deboli per l’accesso alle prestazioni sanitarie”, per il 2009
in euro 2.000.000,00, dando atto che la copertura finanziaria
viene assicurata a carico del Capitolo 51708 del Bilancio
regionale 2009, in relazione alle risorse aggiuntive di cui al
Progetto di Legge Finanziaria Regionale adottata in coincidenza
con l’assestamento 2009 art. 19 (propria deliberazione n. 844
del 15 giugno 2009);
4. di subordinare l’esecutività delle disposizioni di cui
all’allegato B “Interventi in materia di sostegno dei
lavoratori colpiti dalla crisi e di altre fasce deboli per
l’accesso alle prestazioni sanitarie” alla data di
promulgazione della Legge di assestamento;
5. di determinare che gli interventi di cui all’allegato B
sopraindicato, aventi carattere di straordinarietà, hanno
scadenza al 31 dicembre 2009 e che entro tale data verrà
effettuata una verifica sugli effetti dei provvedimenti, ai
fini di una valutazione ed eventuale riproposizione degli
stessi;
6. che il presente atto sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale
della Regione Emilia-Romagna.
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venerdì 9 ottobre 2009

Sentenza di rilievo per tutto il mondo sindacale



Il Ministero della Giustizia è stato condannato a risarcire economicamente 50 lavoratori dell’ex ATAF extraurbana (Gestione Precaria) di Foggia ricorrenti contro le lungaggini giudiziarie di una vertenza sindacale, relativa al riconoscimento in busta paga del cosiddetto divisore 26, la cui sentenza definitiva era giunta dopo oltre 26 anni, condannando nel 2007 la Regione Puglia ad un risarcimento di oltre mezzo milione di euro a favore di 110 lavoratori. A rendere nota “la sentenza di rilievo per tutto il mondo sindacale” è la Fit Cisl di Foggia. Nelle scorse settimane, la Corte d’Appello di Lecce (numero di ruolo 370/2007) accogliendo la domanda di equa riparazione presentata, per conto dei lavoratori, dal segretario territoriale della Fit di Foggia, Giuseppe Lo Muzio, ha condannato “il ministero resistente”, difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, “al pagamento in favore dei ricorrenti e per ciascuno di essi della somma di euro 9000, oltre interessi legali”. Grande soddisfazione per il sindacato. “Si tratta di un’importante conquista del lavoro, che premia i 50 lavoratori autoferrontravieri foggiani che hanno avuto il coraggio di ricorre contro il Ministero di Giustizia”, rileva il segretario Lo Muzio. “La Magistratura ha riconosciuto l’errore, motivo per cui ha risarcito – evidenzia il sindacalista, secondo il quale - è di particolare rilevanza l’affermazione del diritto a veder riconosciuto il danno cagionato ai lavoratori dalle lungaggini del sistema giudiziario in materia sindacale”.

fonte: www.cislfoggia.it

venerdì 2 ottobre 2009

Politica contrattuale nei trasporti

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Premessa
La riforma degli assetti contrattuali prevista dall’accordo del 15 aprile 2009 , a valle dell’accordo del 22 gennaio 2009, deve essere assunta quale linea di politica contrattuale della Fit, a sostegno dell’azione sindacale per la tutela dei lavoratori e per valorizzare la contrattazione di secondo livello e l’azione sindacale nei luoghi di lavoro e nel territorio fermo restando l’obiettivo del contratto unico dei trasporti , servizi e ambiente da conseguire attraverso la progressiva semplificazione/accorpamento dei contratti in essere.
Si ribadisce l’impegno della Fit in direzione di un sistema fortemente partecipativo e di perseguimento di concrete forme di democrazia economica.
In prospettiva degli imminenti appuntamenti per la costruzione delle piattaforme di rinnovo di numerosi Ccnl, è necessario definire un percorso che le renda coerenti ai contenuti della riforma del sistema contrattuale italiano.
Le specificità presenti nel settore dei trasporti, ambiente e servizi necessitano fortemente di Ccnl strutturati in modo da rappresentare un concreto ed effettivo strumento di tutela per il lavoro nelle fasi di profonda trasformazione in atto che le politiche di liberalizzazioni e privatizzazioni stanno comportando.
Pertanto le piattaforme approvate dalla Fit Cisl devono contenere fondamentalmente i seguenti punti:
  • Durata triennale normativa ed economica del ccnl nazionale;
  • Sostegno e valorizzazione del potere d’acquisto dei salari;
  • Sviluppo del secondo livello contrattuale;
  • Superamento dell’Indennità di Vacanza Contrattuale e delle “una tantum” con penalizzazioni in caso di mancato rispetto delle scadenze;
  • Regolazione del sistema di relazioni industriali a livello nazionale, territoriale e aziendale;
  • Strumenti di politiche attive per il lavoro;
  • Clausola sociale;
  • Regolamentazione del sistema degli appalti;
  • Sviluppo della bilateralità al servizio del welfare contrattuale.
Relazioni industriali
Occorre costruire un sistema di relazioni industriali concertative e di qualità per l’insieme del mondo del lavoro dei trasporti.
I processi di apertura al mercato, derivanti anche dalla applicazione di normative europee, nonché quelli di privatizzazione, devono essere supportati da norme volte a salvaguardare l'efficienza e la competitività aziendale, a non pregiudicare l'assetto e la funzionalità dei diversi comparti, ad assicurare la salvaguardia delle professionalità acquisite e della continuità occupazionale e, rispetto ai processi di liberalizzazione, contrastino il fenomeno del dumping contrattuale, con clausole sociali definite nei Ccnl e dalle legislazioni dei settori di competenza della Fit.
E’ necessario rafforzare le tutele in caso di appalti, outsourcing, cessioni di ramo d’azienda, definendo accordi e norme quadro per garantire continuità di condizioni normative, salariali e di sicurezza per i lavoratori ed una continuità nelle relazioni industriali.
Serve rinvigorire i temi della parità di genere con la definizione di norme contrattuali vincolanti, superando le semplici dichiarazioni di principio e gli intenti programmatici, offrendo strumenti di conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro.
Occorre, quindi, adeguare i sistemi di relazioni sindacali verso modelli di tipo partecipativo e concertativo con le modalità che saranno previste in sede di contrattazione collettiva, finalizzate a coinvolgere il Sindacato e le rappresentanze dei lavoratori sugli indirizzi strategici.
Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro deve rimanere il baricentro della regolamentazione del sistema delle relazioni industriali, come strumento universale e solidaristico di tutela del potere di acquisto delle retribuzioni e di definizione della normativa generale di lavoro.
La Fit Cisl, infine, ritiene di dover perseguire la omogeneizzazione della percentuale e degli istituti contrattuali per il prelievo della trattenuta sindacale realizzando così un equo trattamento per tutti i lavoratori del comparto.
Bilateralità
La bilateralità di origine contrattuale deve rappresentare una forma privilegiata di partecipazione dei lavoratori in tutti gli ambiti, nazionale, locale per tutte le imprese siano piccole, medie o grandi gruppi, nonché strumento di consolidamento della rappresentatività e della rappresentanza del sindacato, oltre che di governo efficace del mercato del lavoro, degli ammortizzatoti sociali, del collocamento, della formazione professionale anche in relazione allo sviluppo locale.
Gli enti bilaterali costituiscono la sede per la promozione di nuovi istituti di sicurezza sociale nella logica della mutualità e della sussidiarietà, per questo si propone di dare vita ad Enti bilaterali in grado di erogare servizi e prestazioni ai lavoratori e all’imprese, su tematiche quali sicurezza, formazione, integrazione al reddito, percorsi di carriera, parità di genere, riqualificazione professionale, assistenza sanitaria integrativa.
L’ occupabilità dei lavoratori, lo sviluppo e la formazione del capitale umano, lungo tutto l’arco della vita lavorativa, la tutela sul mercato del lavoro, la qualità dell’organizzazione del lavoro, la salute e la sicurezza costituiscono i principali interessi tutelabili con la bilateralità.
Questi interessi vanno perseguiti permanentemente mediante la costituzione di organismi bilaterali, da istituire e da regolare nell’ambito della contrattazione collettiva nazionale e di secondo livello.
Nell’ambito della bilateralità si propone un percorso per l’unificazione dei fondi pensione integrativi allo scopo di contenere i costi di gestione e migliorare i servizi.
Rappresentanza e rappresentatività
Per prevenire conflitti sul riconoscimento della rappresentatività sindacale ai fini delle relazioni sindacali e della contrattazione collettiva, è necessario che le associazioni e le imprese, ai vari livelli, osservino codici di comportamento per il riconoscimento degli interlocutori sindacali.
Serve un rafforzamento delle procedure e degli strumenti di conciliazione per la prevenzione dei conflitti, risolvendo il problema della titolarità alla dichiarazione di sciopero.
Sulla certificazione della rappresentatività la Fit è favorevole ad attuare la soluzione già convenuta nel 1998 (praticata con successo nel pubblico impiego) attraverso un accordo per tutto il comparto stabilendo una soglia di sbarramento, utile ai fini delle relazioni industriali nazionali e aziendali, determinata da un coefficiente di rappresentatività dato dal mix degli iscritti, certificati da un soggetto terzo, e dal risultato delle elezioni delle RSU.
Richiesta economica e recupero salariale
Per ciascun triennio va richiesto l’aumento economico utilizzando l’Indicatore dei Prezzi al Consumo Armonizzato (IPCA) da applicare sul parametro medio coerentemente ai criteri stabiliti dall’accordo interconfederale del 15 aprile 2009.
L’aumento dei minimi tabellari pattuito in sede di rinnovo del CCNL avrà comunque decorrenza, secondo le modalità stabilite dalle parti, dal giorno successivo alla scadenza del CCNL rinnovato.
Andranno, inoltre, definiti i tempi e le modalità di recupero degli eventuali scostamenti intervenuti tra l’andamento reale del costo della vita e l’aumento contrattuale convenuto da effettuarsi entro la vigenza contrattuale.
Contrattazione di secondo livello / elemento retributivo di garanzia
La contrattazione di secondo livello si eserciterà per le materie delegate dal contratto nazionale di lavoro di categoria e per l’attuazione delle parti rinviate dalle norme di legge o dagli accordi interconfederali con particolare riferimento:
  • all’aumento dei salari, detassati per la quota legata alla produttività, ed estendere il controllo su quelli di fatto;
  • alla ricomposizione e gestione del mercato del lavoro con l’estensione delle tutele collettive ed individuali ai lavoratori non standard;
  • all’attuazione di sistemi partecipativi territoriali che coinvolgano anche i lavoratori delle piccole imprese del settore;
  • all’attuazione delle politiche di pari opportunità, della formazione, della salute e sicurezza.
Per favorire la diffusione della contrattazione di secondo livello nelle imprese di minori dimensioni potranno essere definite linee guida per individuare modelli standard di premio variabile.
Ove non sussistano presupposti o condizioni per la definizione di accordi di secondo livello deve essere previsto una quota fissata dagli stessi Ccnl come elemento retributivo di garanzia (ERG).
Mercato del lavoro
Per migliorare gli assetti del mercato del lavoro nel settore dei trasporti si ritiene importante la stabilizzazione delle diverse tipologie dei rapporti di lavoro.
Il contratto a tempo indeterminato deve essere la forma comune di rapporto di lavoro e dovrà essere sostenuta e incentivata attraverso differenziali di costo per favorire la stabilizzazione dei contratti temporanei e atipici.
In questo contesto va incentivato il contratto a tempo indeterminato a part-time anche come modalità più efficace per favorire la conciliazione tra tempo di lavoro e tempo di vita.
Il cosiddetto lavoro “non standard” dovrà privilegiare le seguenti tipologie di lavoro con differenti finalità: Ø l’apprendistato professionalizzante come contratto d’ingresso nel mondo del lavoro ad alta stabilizzazione nel quale dovrà risultare centrale il ruolo della formazione per la qualificazione dei lavoratori; Ø il contratto a termine per rispondere alle variabilità temporali medio - lunghe e con limiti contenuti per la reiterazione dei contratti;
Devono comunque essere previste sia per il part-time che per le altre forme “non standard” delle percentuali massime di utilizzo rispetto al personale a tempo indeterminato full-time normalmente impiegato nelle aziende.
E’ possibile prevedere tipologie contrattuali specifiche per il contrasto al lavoro nero distinguendo le politiche necessarie alla regolarizzazione del sommerso da abuso (retributivo, previdenziale e fiscale) e quel lavoro sommerso ed irregolare che nasce da situazioni che si diffondono in particolare attraverso gli appalti di servizi, le terziarizzazioni e le forme spurie di cooperazione.

giovedì 2 luglio 2009

La Voce: Operai in protesta davanti ai cancelli della Usa-Ubaldini

mercoledì 17 giugno 2009

Emilia Romagna: “ammortizzatori in deroga”

Accordo per interventi nei processi di crisi e ristrutturazioni, a salvaguardia dell’occupazione e per la gestione degli “ammortizzatori in deroga” previsti dall’intesa Stato-Regione del 12 febbraio 2009 e dall’Accordo tra la Regione Emilia-Romagna ed il Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali del 16 aprile 2009, allegati.

scarica il file.pdf

domenica 24 maggio 2009

Archivio Storico Cisl Bologna Rino Bergamaschi


Il 28 maggio si terrà l'inaugurazione della Biblioteca e dell'Archivio Storico della Cisl di Bologna, dedicati alla memoria di Rino Bergamaschi.

Alle ore 10.00 presso il Salone Bondioli, nella sede Cisl in Via Milazzo 16, si terrà un breve ricordo alla presenza della famiglia e di alcuni amici tra cui il Senatore Luigi Bersani e Virginangelo Marabini.

Alle ore 11.15 avrà luogo l’inaugurazione della Biblioteca-Archivio Storico Rino Bergamaschi, nei locali CISL di via Amendola 2, con la benedizione e il rinfresco.

Alle ore 21.00 presso l’Oratorio S. Carlo in Via del Porto 3, “Arte e Musica”, concerto di musica classica per pianoforte e flauto ed illustrazione storico-artistica degli affreschi dell’oratorio appena restaurati.

Archivio Storico Cisl Bologna Rino Bergamaschi

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